Documenti per trasferirsi alle Canarie

L’estero rimane ancora una meta ambita ma occorre prestare attenzione

 

Siamo nell’Unione Europea e nel trattato di Schengen, e la garanzia della libera circolazione dei cittadini all’interno di uno spazio comune, dove si mantengono gli stessi diritti vantati nel paese di provenienza, stride non poco con quella che è poi la dura realtà che deve affrontare chi ha intenzione di trasferirsi in un paese estero.

Le Isole Canarie fanno parte del territorio spagnolo, ed uno dei primi documenti da richiedere per chi voglia trasferirsi in questo Stato è il N.I.E., ovvero il Numero de Identidad de Extranjero.

Questa attestazione svolge le medesime funzioni del codice fiscale italiano ed indentifica quindi in modo univoco il cittadino straniero, comunitario o extracomunitario, che deve trattenersi oltre i 3 mesi nel territorio spagnolo per questioni di carattere economico o professionale. Si tratta di un primo passaggio obbligatorio.

Difatti il N.I.E. viene richiesto successivamente in pressoché tutta la documentazione necessaria a fini assicurativi, legali o lavorativi.

Analogamente a quanto avviene in Italia, esistono stringenti normative anti riciclaggio che prevedono un attento esame della pratica che porta al rilascio di questo documento, le cui modalità possono variare da una città all’altra.

Se prendiamo l’esempio della Isola di Tenerife, territorio soggetto ad una fiscalità agevolata ma tuttavia non presente nella black list dei paesi considerati paradisi fiscali, i controlli potrebbe essere particolarmente serrati, con necessità di produrre integrazioni o chiarimenti in ordine alle attività svolte.

Lo sbarramento linguistico in questo caso è uno dei primi ostacoli percepiti, oltre alla totale ignoranza della normativa spagnola che non è scontato sia più snella di quella italiana.

 

Ricerca di informazioni attraverso la rete consolare

 

Quali sono i documenti richiesti per trasferirsi alle Canarie?Effettuando una ricerca attraverso i canali diplomatici al fine di reperire qualche ulteriore informazione utile a chi intende espatriare per motivi diversi dal turismo, non si ottengono risultati degni di nota.

In effetti, pur essendo presente un consolato onorario a Tenerife, non è presente sul web con un suo sito, ma è possibile reperire solo una pagina con un indirizzo email ed il numero di telefono del console.

Si tratta di un ufficio onorario, pertanto tutte le informazioni di riferimento devono essere reperite sul sito dell’Ambasciata d’Italia a Madrid.

Stavolta ci si trova davanti ad un numero maggiore di informazioni, che però rimandano comunque ai siti web delle autorità spagnole di genere.

Avendo poca dimestichezza con la lingua diventa difficile comprendere quali sono gli adempimenti necessari per poter lavorare in Spagna e se questi differiscono dal regime speciale che vige alle Isole Canarie.

 

Rivolgersi a dei professionisti per essere certi di fare le cose in regola

 

Se quindi il fine è quello di trasferirsi sotto l’egida della bandiera spagnola, con particolare riferimento alle Isole Canarie, allora sarà opportuno rivolgersi a dei professionisti che si occupano di traghettare serenamente verso il sistema spagnolo i cittadini che arrivano da un altro paese e che vogliono stabilirsi definitivamente nel territorio delle isole.

Questi studi constano di più figure professionali, come avvocati e fiscalisti, che possono fornire una consulenza professionale e farti ottenere tutti i documenti necessari.

In prima istanza infatti è vitale anche solo richiedere delle informazioni essendo certi dell’attendibilità della fonte e senza incontrare l’ostacolo della lingua.

A costi esigui è possibile ottenere delle consulenze e parlare con una persona fisica via skype che si trova in loco e che quindi ha piena conoscenza di quelle che sono le normative di carattere generale e fiscale vigenti.

In questo modo sarà possibile pianificare al meglio ogni eventuale passo successivo ed evitare brutte sorprese.